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mercoledì 13 maggio 2015

Chatterbox Rag


martedì 21 aprile 2015

Pianoforte: tutti lo vogliono


Gli inizi del xx secolo possono vantare vari record riguardo alla musica popolare in generale e, per quanto ci riguarda, per il ragtime. Si cominciano a vendere milioni di copie di spartiti musicali. E, complice il ragtime, anche l’industria dei pianoforti ha un impennata produttiva mai vista prima. Tra i produttori più forti ricordiamo Chickering e Steinway.

Verso la prima metà del 1800 si producevano esclusivamente pianoforti a coda, dalla seconda metà del’800 e inizio 1900, si cominciano a produrre pianoforti verticali da parete, anche per venire incontro alla mancanza di spazio delle case moderne. I primi pianoforti verticali sono molto elaborati e pieni di elementi decorativi per poter integrarsi con l’arredamento dell’epoca, in seguito, con il cambiare dei gusti estetici, diventano sempre più essenziali anche se manterranno sempre l’aspetto di “mobile” importante della casa.

Sul finire dell’800, il pianoforte viene considerato uno status symbol e ogni famiglia che poteva permetterselo ne comprava uno. Nel 1910 si ebbe il picco di vendite: un americano ogni 252 possedeva un pianoforte. Il pianoforte è sia nelle case che immancabilmente nei saloon, nei bordelli e nei luoghi di ritrovo. C’è chi suona ad orecchio, chi può permettersi lezioni di piano, chi cerca di suonare l’ultimo successo della Tin Pan Alley o quel ragtime sentito nel saloon o nel bordello della città. Comunque la musica se ne sentiva tanta e moltissime persone volevano riprodurla mettendo le mani su un pianoforte.

Fonte: "The Rise of Selfishness in America" di James Lincoln Collier

mercoledì 15 aprile 2015

Stephanie Trick -- James P. Johnson's "Modernistic"

lunedì 13 aprile 2015

Humpty Dumpty Rag - (Straight) Ampico Lexington 88n

venerdì 20 febbraio 2015

Pork and Beans


lunedì 5 gennaio 2015

"PEACHERINE RAG": RAGTIME SKEDADDLERS at CLINE CELLARS (July 13, 2013)

lunedì 22 dicembre 2014

Piano roll


Tra la fine dell'ottocento e l'inizio del novecento, in piena era ragtime, fece la sua comparsa il Piano Roll. Era forse il primo tentativo in larga scala di automatizzare uno strumento musicale. Il dispositivo si applicava su un normale pianoforte ed era in grado, tramite un cilindro appositamente perforato che riproduceva un brano musicale, di dare input ai martelletti del piano e far vibrare le rispettive corde. Era lo stesso concetto che si utilizzava sui piccoli carillon, inventato alla fine del settecento da un orologiaio svizzero.


Il pianoforte che poteva suonare i rotoli perforati poteva comunque essere suonato normalmente dal pianista quando il meccanismo del piano roll veniva attivato. Il ragtime si prestava moltissimo ad essere riprodotto su questi rotoli di carta e molti musicisti dell'epoca si dedicarono proprio a questo.


La "registrazione" dei brani musicali avveniva in diretta tramite una macchina che perforava la carta mentre venivano suonate le note. La prima "rotolata" se possiamo dire così, veniva poi stampata in più copie e venduta. Anche molti compositori scrissero brani appositamente per essere suonati dal piano roll.

Tra i pianisti che spesero la loro carriera nell'industria del piano roll ricordiamo J. Lawrence Cook, forse il più grande incisore di rotoli che la storia ricordi. Per approfondire la sua storia rimando a questa pagina